E SE UN’ITALIANA SPOSASSE UN INDIANO IN INDIA?

Pubblicato da il 15 gen 2016 in MATRIMONIO A TEMA

E SE UN’ITALIANA SPOSASSE UN INDIANO IN INDIA?

Federica e Kirtan si sono conosciuti all’università: facoltà di medicina, a Bologna. Italiana lei, indiano lui, lavorano entrambi in ospedale e dopo quattro anni sono ancora molto innamorati. Hanno deciso di sposarsi e vorrebbero farlo nella città da cui arriva Kirtan: prima il rito civile in Italia, poi le nozze indiane a Jaipur.
In India il matrimonio viene considerato non soltanto un sacramento che garantisce una continuità famigliare, ma anche un mezzo per ripagare il proprio debito con gli antenati (secondo i Veda, i testi sacri dell’Induismo). E spesso (soprattutto se le famiglie non sono benestanti) si tratta di matrimoni combinati, organizzati dalle famiglie che s’impegnano ad accasare i figli quando si avvicina l’età giusta. Benché questo non sia il caso di Federica e Kirtan, lei ci tiene comunque a rispettare le tradizioni indiane del rito nuziale.

ADDIO AL NUBILATO
Dunque, il giorno prima delle nozze alla sposa vengono dipinti piedi e mani con l’hennè: si tratta di una sorta di addio al nubilato, una cerimonia alla quale partecipano le amiche e le parenti della sposa. Saranno poche le amiche e le parenti che, dall’Italia, seguiranno Federica in India… ma a Jaipur ci sono la madre, le sorelle, le cugine e le zie di Kirtan pronte a dedicarsi alla sposa italiana.

L’ABITO DELLA SPOSA
Jaipur è una città dell’India settentrionale e, in questa zona, i colori tradizionali dell’abito da sposa sono il rosso (colore di buon auspicio) e il verde, simbolo di fertilità. A Federica il rosso piace molto… e poi, nella Roma antica, le spose erano vestite proprio di rosso! Indossando un abito rosso, quindi, rispetterà la tradizione indiana portandosi dietro un dettaglio storico del suo Paese.

IL RITO
La parte principale e centrale del rito nuziale indiano consiste nei “sette passi”: gli sposi compiono insieme sette passi intorno al fuoco sacro (che viene preparato prima del rito) e recitano invocazioni e promesse per la loro vita coniugale. Al termine di questo rito, gli sposi sono ufficialmente marito e moglie. Lo sposo, dunque, allaccia alla sposa un girocollo contenente i simboli di Shiva o Vishnu (l’insegna di donna sposata), aggiungendo anche gli anelli alle dita dei piedi o una fede nuziale. Poi, lascia scendere una polvere rossa (che tiene nel palmo chiuso della mano) tra i capelli della sposa e sulla fronte, a simboleggiare la sua nuova condizione di donna sposata.

COME IN ITALIA (QUASI)
In Italia, all’uscita dalla chiesa o dal municipio agli sposi vengono lanciati riso e fiori? In India si fa qualcosa di simile: parenti e amici lanciano petali di fiori agli sposi.
Poi, dopo il matrimonio e il ricco banchetto nuziale, gli sposi partono per la loro casa portando con loro, in un braciere, il fuoco sacro di fronte al quale si sono sposati.

Suggestivo, vero? Ma Federica e Kirtan sono giovani, moderni… lui perfettamente occidentalizzato, fra l’altro! Insomma, la loro idea di matrimonio è una versione rivista e corretta del rito nuziale indiano. E così, visto che si sono rivolti alla Signora degli Anelli per un wedding project a tema, la Signora degli Anelli ha creato per loro un matrimonio cinematografico in perfetto stile Bollywood! Da Bombay con amore, dunque, per gentile concessione di Federica, ecco qualche particolare del suo look: i tatuaggi dell’addio al nubilato, il trucco da vera indiana e le proposte di abito fra le quali ha scelto il suo.